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Pavimenti industriali in resina ad alta resistenza

Per le pavimentazioni delle cantine vinicole è determinante anche la resistenza ai carichi concentrati e agli agenti chimici. Superfici che non soddisfino questi requisiti sono destinate a subire danni importanti e problematiche vistose.

Il pavimento infatti non è solo una superficie calpestabile ma è il piano di lavoro su cui si svolge tutta l’attività dell’azienda, dalla logistica alla gestione degli interni, ed è quindi soggetto a numerose sollecitazioni di diversa natura e alle pressioni fisiche. La presenza di eventuali crepe, scalfitture o rotture non rappresenta solo un problema puramente estetico per questa tipologia di pavimentazioni, ma può originare accumuli di polvere e sporco inaccettabili ai fini della sicurezza alimentare, problemi per la pulizia delle superfici e fermi produttivi anche piuttosto onerosi, laddove ci sia la necessità di ripristinare l’integrità della pavimentazione.

I pavimenti in resina possono essere posati utilizzando come base il vecchio fondo, opportunamente trattato, facendolo diventare parte integrante del nuovo pavimento ed eseguendo così una ristrutturazione veloce ed efficace di un pavimento ammalorato.

Le “camere bianche”

Nelle cosiddette “camere bianche”, cioè quei locali che, per motivi di produzione o sicurezza, devono avere bassissimi livelli di inquinanti nell’aria quali pulviscolo, particelle sospese, molecole di composti organici e batteri, i sistemi resinosi devono ridurre al minimo l’apporto di inquinanti dell’aria sotto forma di molecole, dette anche AMC (Airborne Molecular Contaminants) secondo le UNI EN ISO 14644-8, e il numero e la dimensione delle particelle rilasciate in sospensione nell’aria, qualora soggetti a frizione, secondo le UNI EN ISO 14644-1.

In tal senso è opportuno realizzare superfici in resina con finiture “a specchio” che aumentano ulteriormente la facilità di sanificazione e pulizia e che possiedono anche un ottimo aspetto estetico. Inoltre, per aumentare ancor più l’igiene e contrastare la crescita di funghi e batteri, introducendo additivi a base di ioni d’argento e altre particelle naturali, è possibile realizzare dei pavimenti resinosi con proprietà fortemente antibatteriche.

La sguscia

Negli ambienti di produzione e conservazione del settore alimentare, dove è richiesta una particolare tutela di livello igienico, per evitare l’annidamento di sporco e batteri nelle fessure che si creano tra muri perimetrali e pavimentazione, si ricorre ad un particolare profilo di raccordo fra il pavimento e il rivestimento a muro, denominato profilo a sguscia (o più semplicemente "sguscia").

Gli attuali requisiti di manutenzione igienico-sanitaria richiesti dalle norme Europee, prevedono infatti l'eliminazione dell'angolo a 90° per evitare il deposito di sporco e possibili fonti di batteri, creando una curvatura tale da facilitarne la pulizia. La sguscia di raccordo va posata in opera con materiale elastico e modellabile che, rendendo continuo il rivestimento tra pavimento e pareti, permette una pulizia più accurata ed efficace delle superfici.